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Roma: 2777 anni di storie, tra celebrazioni e la nostra quotidianità capitolina

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Oggi non è un giorno come un altro per chi vive o ha nel cuore la nostra città. Roma, come ci raccontano i calendari e le tradizioni, compie la bellezza di 2777 anni. Non un errore di battitura, ma l’anniversario della sua fondazione, quell’ormai lontano 21 aprile del 753 a.C. che, al di là del mito, ha segnato l’inizio di una storia senza eguali. E se da un lato ci fermiamo a riflettere su questo dato impressionante, dall’altro non possiamo fare a meno di chiederci: cosa significa davvero celebrare un compleanno così antico per noi, oggi, nel 2024?

Non si tratta solamente di rievocazioni storiche o di riti accademici. Il compleanno di Roma è un momento per toccare con mano (e con il cuore) la stratificazione di millenni che ci circonda. Passeggiando per le vie del centro, ma anche nei quartieri più periferici, ci imbattiamo costantemente in frammenti di questa lunga esistenza. Un arco antico inglobato in un palazzo moderno, un sampietrino che ha visto passare generazioni, una piazza che ancora riecheggia voci di secoli fa. Roma non è una città con una storia; è la Storia stessa, palpabile e vivente.

Roma: un Patrimonio perennemente in evoluzione

Pensare a Roma come a un’entità statica, cristallizzata nel suo passato glorioso, sarebbe un errore. Nonostante l’età, Roma è una città in continuo movimento, una metropoli che ogni giorno accoglie nuove sfide, nuovi abitanti, nuove idee. Le celebrazioni di oggi, infatti, non sono solo un omaggio a Romolo e Remo, ma un riconoscimento del suo ruolo presente e futuro. Un ruolo che si traduce nella vivacità dei suoi quartieri, nella ricchezza della sua offerta culturale – dai grandi musei alle piccole gallerie indipendenti – e nella capacità di reinventarsi costantemente.

Per noi che raccontiamo le storie di questa città, ogni giorno è un piccolo tassello che si aggiunge a questo immenso mosaico. Le iniziative cittadine, le manifestazioni culturali, le voci dei commercianti di Trastevere o degli artigiani del Pigneto, le sfide affrontate dalle comunità locali: tutto contribuisce a definire l’identità di questa Roma contemporanea, che eredita il passato per proiettarsi nel domani. E in questo, la celebrazione del suo “Natale” acquista un valore ancora più profondo.

È un invito a guardare oltre la patina del tempo, a riconoscere nella quotidianità capitolina la grandezza di un impero, la genialità di artisti e pensatori, la resilienza di un popolo che ha saputo resistere e prosperare. È un promemoria che quello che chiamiamo “problema romano” è spesso solo la complessità di una città che, per la sua età e la sua storia, non può e non vuole essere ridotta a schemi semplificati.

Quindi, mentre oggi i riflettori si accendono sulle celebrazioni ufficiali, sul tradizionale “Natale di Roma” con le sue rievocazioni e i suoi eventi, noi vi invitiamo a celebrare la città a modo vostro. Magari con una passeggiata in un vicolo che non avete mai esplorato, con un caffè in un bar storico, o semplicemente riflettendo su quanti piedi hanno calpestato la stessa strada su cui camminate voi in questo istante. Perché in ogni angolo di Roma c’è una storia di 2777 anni che aspetta solo di essere riscoperta.

Buon compleanno, Roma. E buon futuro a tutti noi che, a modo nostro, continuiamo a scriverne le pagine.

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