Al via la campagna di screening dermatologici gratuiti: ‘Segnali sulla pelle’

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La campagna di sensibilizzazione per non trascurare le macchie che compaiono sulla pelle. Come prenotare le visite gratuite a Roma.

Al via, da venerdì 23 settembre, in varie regioni d’Italia, la campagna di sensibilizzazione “Segnali sulla pelle”, volta a sensibilizzare sull’importanza di tenere sotto controllo le macchie che compaiono sulla pelle. Una serie di visite di screening gratuite saranno dedicate alle persone che presentano delle particolari lesioni ruvide al tatto. Se si hanno più di 50 anni e si presentano macchie ruvide e inspessite su testa, collo, volto o dorso o delle mani è possibile prenotare una visita.

Dove prenotare gli screening gratuiti a Roma

La campagna “Segnali sulla pelle” arriva anche nella Capitale, con la possibilità di prenotare visite gratuite per sabato 24 settembre al Policlinico Tor Vergata, all’Istituto Dermatologico Ifo San Gallicano e alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Il 4 ottobre sarà poi la volta del Policlinico Umberto I. Tutte le informazioni utili sono reperibili sul sito segnalisullapelle.it.

Cos’è la Cheratosi Attinica

La cheratosi attinica (AK) è una lesione precancerosa che si sviluppa più frequentemente in soggetti anziani e in sedi fotoesposte. L’AK è considerata un marcatore cutaneo dell’esposizione cronica ai raggi ultravioletti. Clinicamente le cheratosi attiniche si presentano come macule/chiazze singole o multiple, di colore variabile dal rosso al marrone, ruvide al tatto, ricoperte da squame o croste. In alcuni casi possono essere lesioni spesse e ipercheratosiche. Le sedi anatomiche in cui si localizzano sono quelle maggiormente esposte ai raggi solari: volto, orecchie, cuoio capelluto negli uomini calvi, dorso delle mani e avambracci.

Pur essendo nella maggior parte dei casi asintomatiche, possono talvolta determinare prurito o sanguinamento. La diagnosi è clinica, ma può essere supportata dall’utilizzo della dermatoscopia e di altre metodiche non invasive come la microscopia confocale. In alcuni casi selezionati, la biopsia cutanea può essere effettuata per ottenere una conferma istologica.

Poiché studi recenti hanno mostrato che anche le AK in fase iniziale possono evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo (iSCC), attualmente viene raccomandato di trattare tutti i tipi di cheratosi attiniche, indipendendentemente dal loro grading. Inoltre, in caso di lesioni multiple, è consigliabile trattare tutta l’area fotodanneggiata (il cosiddetto campo di cancerizzazione). L’area circostante le cheratosi attiniche infatti, nonostante possa essere priva di alterazioni cliniche visibili, potrebbe presentare delle alterazioni genetiche capaci di favorire la cancerogenesi.

Fonte: RomaToday