Le fiaccole della pace illuminano Boccea: oltre 200 persone per dire stop alla guerra in Ucraina

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La guerra in Ucraina è arrivata al suo ventesimo giorno e secondo l’ultimo dato diffuso dal Viminale sono oltre 37mila le persone in fuga dal conflitto arrivate in Italia: 19.002 donne, 3.298 uomini e 15.147 minori con Roma a confermarsi una delle principali destinazioni insieme a Milano, Napoli e Bologna.

Guerra in Ucraina, le iniziative solidali a Roma

Nella Capitale la macchina della solidarietà è in piena funzione: si moltiplicano le raccolte di generi alimentari e di prima necessità, anche le scuole sono pronte ad accogliere i bambini ucraini, numerose le famiglie romane disposte ad aprire le loro case per accogliere chi scappa dalla guerra.

Boccea si illumina con le fiaccole della pace

Intanto c’è chi invoca il cessate il fuoco e lo fa in modo silenzioso, ordinato ed emozionante. Ieri sera le fiaccole della pace hanno attraversato e illuminato Boccea in occasione del grande corteo organizzato da cittadini, comitati e associazioni del territorio. Oltre 200 persone di ogni età hanno manifestato per chiedere la pace e la fine del conflitto in corso tra Ucraina e Russia. Duecento candele che hanno illuminato via Urbano II, nel cuore del Municipio XIII.

La manifestazione di Boccea per dire stop a guerra in Ucraina

Grande la risposta all’appello della rete civica delle associazioni e dei gruppi informali dell’Aurelio. “L’iniziativa – spiegano i promotori – ha voluto dare corpo all’ondata di solidarietà che tutta la comunità del XIII ha dimostrato in questi giorni. A colpire soprattutto la presenza di tanti bambine e bambini appartenenti alle scuole del territorio. Tra bandiere della pace e candele, non sono mancati anche i disegni dei più piccoli”.

Ogni gruppo è partito dai diversi quartieri del Municipio e si è ritrovato in via Urbano II. Qui si sono susseguite una serie di letture da parte dei rappresentanti dei gruppi promotori, cittadini e bambini. Sono stati letti testi di Gianni Rodari, Tiziano Terzani, Bertold Brecht, Pablo Neruda, Don Primo Mazzolari e infine l’Articolo 11 della Costituzione Italiana. Anche i bambini hanno preso la parola, ripetendo parole di pace.

Fonte: RomaToday