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Il mega raduno no vax alle porte di Roma non si fa: il prefetto lo vieta.

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Su telegram, il leader di Fronte di Liberazione nazionale: “La mattina del 10 febbraio, formeremo la nostra milizia. Un esercito civile, non armato ma con un giuramento”.

Il maxi raduno dei no vax ai pratoni del Vivaro, alle porte di Roma, dal 10 al 13 febbraio, non si terrà. Il prefetto Matteo Piantedosi, nell’ultima riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza, ha deciso la linea del massimo rigore.

Il “campo Hobbit” che il Fronte di Liberazione Nazionale vorrebbe allestire a Rocca di Papa, nonostante il divieto del sindaco Veronica Cimino, è formalmente vietato. In sostanza, l’area dei pratoni del Vivaro non potrà essere in alcun modo occupata, anche temporaneamente. Nell’ultimo incontro del comitato per l’ordine e la sicurezza tenuto a palazzo Valentini, oltre ai vertici della prefettura e della questura, c’era anche il sindaco di Rocca di Papa, i carabinieri e l’ente parco che ha anche sottolineato la serie di rischia ambientali possibili.

Non solo. Lo stop è stato deciso anche analizzato altri aspetti che non riguardano solo l’ordine pubblico, ma anche le ragioni sanitarie e di viabilità. Nelle prossime ore la decisione sarà formalizzata con un provvedimento che, tecnicamente, dirà anche alle forze dell’ordine e alla polizia locale come comportarsi in caso di mancata osservanza del divieto. Nè la manifestazione, nè il raduno dei negazionisti del covid saranno consentiti nell’area dei pratoni del Vivaro, né nelle zone limitrofe.

Ma i no vax, però, non mollano. Sulle chat di Telegram, qualcuno posta le immagini dei camper già noleggiati. Altri, come Nicola Franzoni, segretario del Fronte di Liberazione Nazionale continuano a chiamare l’adunata. Di ieri, l’ultimo video messaggio: “Saremo ai pratoni del Vivaro dal 10 al 13 febbraio e daremo vita all’esercito civile di liberazione nazionale con giuramento solenne di servizio al tricolore e all’Italia. Sarà una milizia non armata. Chi viene giurerà fedeltà all’esercito del Fronte. Faremo un gruppo capace di liberare l’Italia”. Un messaggio che si conclude con l’ennesimo richiamo al 14 febbraio, con una “marcia su Roma” per una non meglio precisata “resa dei conti”.

Fonte: RomaToday

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