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Marsiglia-Lazio, niente tifosi in Francia perché “violenti e fascisti”.

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La società ha chiesto un intervento della “diplomazia italiana” per una presa di posizione sulla questione. Meloni: “Ci troviamo di fronte a un pericoloso precedente”.

Francia vietata ai tifosi della Lazio perché considerati “fascisti e violenti” dal Governo transalpino che ha diffuso una ordinanza di restrizione in merito alla partita di giovedì tra il Marsiglia e i biancocelesti, di Europa League.

“Viaggi individuali o di gruppo, con qualsiasi mezzo, per valichi autostradali, porti e aeroporti francesi, sono vietati ai tifosi della Lazio o chi si comporta come tale”, si legge nel provvedimaento firmato dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, che ha ricordato anche i recenti scontri a Marsiglia tra tifosi dell’OM e del Galatasaray in cui restarono feriti 32 poliziotti, giustificando così la scelta: “Il comportamento violento di alcuni tifosi della Lazio in modo ricorrente intorno agli stadi e nei centri cittadini dei luoghi di ritrovo nonché la  ripetuta interpretazione di canti e saluti fascisti”.

Accuse pesanti secondo la Lazio che, con un nota, ieri ha invocato l’intervento del Governo: “La decisione del Ministero dell’Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d’andata. A stupire sono piuttosto le modalità di applicazione dell’ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni (di cui è stata data notizia anche sui tg nazionali): la Lazio non può accettare un’offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste ed alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi”.

“La Società Sportiva Lazio – prosegue la nota – ha sempre posto in essere iniziative tese a promuovere i principi valoriali dello sport ed il superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico, etnico e religioso come è stato ampiamente riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali. Abbiamo visto peraltro che la violenza negli stadi è un fenomeno purtroppo ancora diffuso e preoccupante, a partire da quanto è accaduto recentemente proprio al Velodrome di Marsiglia. Ci attendiamo quindi un chiarimento da parte delle istituzioni francesi ed una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani, a prescindere dall’essere tifosi o meno e dai colori delle proprie bandiere”.

Il riferimento è all’ultimo di una serie di episodi che hanno riguardato la tifoseria marsigliese, durante la sfida contro il Psg, quando Neymar è stato costretto a battere un calcio d’angolo protetto dagli scudi della gendarmeria. Fatto sta che il caso, da sportivo, è diventato politico. Fratelli d’Italia chiede al Governo di “attivarsi immediatamente per impedire l’immotivata discriminazione creata dal provvedimento del Ministero dell’Interno francese che vieta l’ingresso in Francia a tutti i tifosi della Lazio o a chiunque si presenti come tale il 3 e 4 novembre”, si legge in una nota di Giorgia Meloni.

“Ci troviamo di fronte a un pericoloso precedente: in occasione di una partita di calcio, in questo caso Marsiglia-Lazio, il governo di Parigi non si limita a vietare l’accesso allo stadio o alla città che ospita la partita ma arriva addirittura a negare l’accesso su suolo francese “dai posti di frontiera stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali” non solo a chi vorrebbe andare allo stadio ma a chiunque si dichiari sostenitore di una squadra. Ci aspettiamo dal presidente del Consiglio Draghi e dal governo italiano una presa di posizione netta su un provvedimento che va contro tutte le leggi internazionali sulla libera circolazione delle persone”, aggiunge la leader di Fdi.

Fonte: RomaToday