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Roma è la seconda provincia italiana più favorevole alle imprese: i dati

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Quali sono stati negli ultimi anni i territori italiani capaci di creare un terreno fertile per stimolare le prospettive di crescita delle proprie imprese? Come leggiamo su Il Sole 24 Ore, a tentare di dare una risposta ci ha pensato recentemente l’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness della Liuc – Università Cattaneo di Castellanza, stilando il cosiddetto “Indice del Fermento Imprenditoriale“, uno strumento utile che serve a valutare le performance imprenditoriali, il tessuto industriale, lo sviluppo finanziario, l’innovazione e lo sviluppo delle competenze stilando una classifica che vede protagoniste tutte le province italiane.

Il nuovo Indice si basa sulla combinazione di 20 indicatori appositamente selezionati – spiega Fernando Alberti, direttore dell’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness – e ci permette di rilevare le province che stanno supportando maggiormente la nascita di startup innovative e la crescita delle proprie aziende. A ciascuna dimensione analizzata è stato assegnato un punteggio da 0 a 100“.

E se pensavate che Roma non fosse una città competitiva per quanto riguarda le imprese e il loro sviluppo vi sbagliavate: secondo la graduatoria, infatti, ai primi tre posti si trovano Milano, Roma e Bologna. La capitale dunque, solo dietro a Milano, si aggiudica il secondo posto su più di 50 province italiane, e a darle la spinta è stata l’innovazione tramite startup supportata da finanziamenti consistenti. Al contrario, in coda alla classifica troviamo Pordenone, Cremona e Macerata.

Gli obiettivi del monitoraggio

Sempre su Il Sole 24 Ore, si legge che nel report dell’Indice del Fermento, sono stati tre gli obiettivi principali prefissati dall’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness per stilare la classifica:

  • creare una mappa degli ecosistemi imprenditoriali italiani più dinamici e in “fermento”, utile sia agli aspiranti imprenditori che alle imprese consolidate per navigare in maniera consapevole tra i vantaggi competitivi offerti dalle province e prendere decisioni più informate su dove investire le proprie risorse.
  • Sostenere i processi decisionali e strategici delle funzioni di governo regionale e locale circa i propri punti di forza, le aree da migliorare e le migliori pratiche adottate da ecosistemi di successo.
  • Supportare le agenzie di sviluppo e gli operatori di settore (consulenti e analisti) nell’aiutare imprenditori, manager e, nel complesso, gli ecosistemi, a prosperare grazie ad un set di indicatori comparabili tra province e nel tempo.

Questo strumento – sottolinea Fernando Alberti – nasce dalla necessità di mappare le caratteristiche peculiari di ciascun territorio italiano in termini di capacità di innovare, dinamicità, e attrattività per talenti e aziende. Non si tratta di una fotografia statica, ma di un’analisi che vuole esprimere quanto le situazioni possano evolvere nel tempo e quanto la competitività non sia un fatto immutabile“.

L’elaborazione dell’Indice

L’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness ha esaminato cinque importanti indici di riferimento a livello internazionale – Gem, Oecd/Iep, Gedi e Redi, e Surge Cities Index – quindi, dall’analisi delle evidenze “è stato definito un set di cinque dimensioni più adatte a descrivere e analizzare il contesto locale italiano”. Nello specifico si tratta di sviluppo delle competenze, del tessuto industriale, sviluppo finanziario, innovazione e performance imprenditoriali. A loro volta, sono stati poi individuati venti indicatori per giungere “all’analisi e alla comprensione del dinamismo degli ecosistemi imprenditoriali”.

Roma: grossi finanziamenti alle startup

La nostra città ha sicuramente ottenuto un risultato importante, ed ecco che si è classificata al secondo posto con un punteggio complessivo di 56 dato da un 84 per le performance imprenditoriali, 62 per il tessuto industriale, 62 per lo sviluppo finanziario, 41 per l’innovazione e 31 per lo sviluppo delle competenze.

Particolarmente significativo per il piazzamento della provincia è stato il ruolo guida nello sviluppo finanziario del Paese, con 35 investimenti early stage in startup registrati nell’ultimo triennio.

Fonte: RomaToday